Finché morte non vi separi

Nelle coppie, si sa, litigi e incomprensioni ci possono essere; ma quando un rapporto ha problemi, si riesce ad essere abbastanza onesti con se stessi e con l’altro da capire se si tratta di una semplice crisi superabile con l’impegno o se è invece la conseguenza di un rapporto ormai alla frutta?

Le crisi di coppia possono sempre essere superate, ma solo con l’unico mezzo possibile, l’amore. Se l’amore c’è ancora, ogni crisi è un momento di crescita. Se l’amore non c’è, non si può nemmeno parlare di crisi, ma di agonia.

Il punto è che, davanti ad un rapporto logoro, la coppia spesso si giustifica con la solita frase fatta: l’amore prima o poi finisce, viviamo con “quel che resta del giorno”. Ma davvero l’amore finisce?

No, l’amore si trasforma, non finisce.

A volte si contraggono matrimoni in maniera superficiale, magari perché sono tanti anni che si è fidanzati, perché sta arrivando un figlio non previsto, per denaro, perché confondi l’attrazione con l’amore, perché “credevo fosse amore e invece era un calesse”…Perciò se, ad un certo punto del rapporto, l’amore scompare, c’è da chiedersi se ci sia mai stato.

L’aver firmato un contratto, non dà diritto alla proprietà della vita dell’altro (non hai acquistato un’auto…).

Si dice che la quotidianità nuoccia al rapporto; ma la vita è quotidianità. E’ la mancanza d’ amore a rendere pesante il quotidiano, non viceversa. L’amore fa nascere la volontà di far felice l’altro quindi genera creatività, non produce noia.

Insistere a trascinare avanti  un rapporto malridotto basandosi sul  fatto che sia naturale che l’amore finisca, beh, è un modo per mettere la testa sotto la sabbia e non affrontare il problema.  A volte la giustificazione che si dà a se stessi è che, benché l’amore sia finito, in casa non si litiga, quindi tutto bene….ma il silenzio, l’assenza di confronto, non è un altro modo per evitarsi e non affrontare la questione centrale? E poi, lasciatemelo dire, ma che tristezza entrare nelle case dove i coniugi a malapena si guardano in faccia!

Nel rapporto arrivato al capolinea c’è l’indifferenza verso l’altro, l’assenza di condivisione (e per condivisione intendo la condivisione di pensiero, non di vacanze :-)), la mancanza di contatto fisico e visivo.

Purtroppo molte, troppe coppie, fingono di avere un rapporto meraviglioso, una famiglia modello, mostrando agli altri una realtà inesistente, per non alterare gli equilibri sociali. E’ incredibile quanta sofferenza queste coppie accettino,  pur di non mettere in discussione l’immagine che hanno creato davanti ad amici e parenti.

Questa sorta di farsa, questa vigliaccheria, viene fatta passare, soprattutto agli occhi dei figli, come senso del dovere, amore per la famiglia, responsabilità, mantenere una promessa fatta anni addietro magari davanti a un sacerdote.

Ma nelle coppie ormai finite, i partner si rendono conto di condannare se stessi e l’altro ad un’ infelicità del tutto gratuita? O forse, inconsciamente, si auto-puniscono per il fallimento della storia?

Ci vuole coraggio per prendere la decisione di separarsi. E’ una decisione molto dolorosa, soprattutto se presa dopo tanti anni di matrimonio, ma sarà questa decisione a restituire la speranza, la consapevolezza di essere ancora vivi, poter ancora amare ed essere felici.

A mio avviso, è meglio affrontare un periodo più o meno lungo di sofferenza sapendo che passerà, piuttosto che vivere nella tristezza “ogni giorno della vostra vita, finché morte non vi separi”.

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