Aiuto, Samantha Jones!

Ma che cosa è successo ad alcune di noi?

Un attimo fa eravamo lì che ci occupavamo della casa, del lavoro, della famiglia, dei figli  da mandare all’università e uscivamo fra noi solo per scegliere  la tovaglia giusta ed il set completo di bicchieri in cristallo Baccarat per la cena di Natale  e, un attimo dopo,  stavamo uscendo con la nostra migliore amica libere di comportarci  esattamente  come gli uomini.

E con questo intendo un modo di essere che fino a poco prima ci era completamente estraneo, ossia quello di mettere noi stesse ed i nostri interessi, i nostri progetti, i nostri sogni, il nostro lavoro, la nostra realizzazione al di sopra dell’amore. Perché alcune di noi donne fino a poco fa avevano un solo argomento principale che assorbiva tutto il resto: l’amore.  Ad un tratto questo mito, questo unicorno azzurro con il baffo viola ( e dev’essere azzurro e con il baffo viola perché l’unicorno basic si trova, ve lo garantisco, ed è un bluff) è scomparso dai discorsi di alcune di noi. Non che non si parli di uomini,  non ho detto questo. Semplicemente non si parla d’amore.

L’amore non è più quel mito che ci fa sognare, quel desiderio agognato, quella stupenda favola da realizzare e da raggiungere ad ogni costo. Alcune di noi non parlano d’ amore, al massimo parlano di sesso e l’uomo è diventato quasi un oggetto. E visto come siamo spesso state trattate noi donne nei secoli, è avvenuta una sorta di ironica trasmutazione per cui, sottilizzando, potremmo dire che l’uomo sia diventato oggetto dell’oggetto.
È come se Samantha Jones, la coprotagonista della serie tv Sex and the City andata in onda fra la fine degli anni’90 e metà dei 2000, ci avesse in qualche modo  influenzate a tal punto da farci credere possibile una reale emancipazione rispetto all’amore. È come se noi donne – sicuramente più dotate rispetto a sensibilità ad un maggiore intuito e anche ad una maggiore logicità (basterebbe vedere come una donna organizza il suo cassetto di collant  rispetto a un qualsiasi cassetto di uomo) –  fossimo in un certo senso le artefici del potere maschile che, dalla notte dei tempi,  si  avvale con il nostro beneplacito, della nostra spinta interiore universalmente riconosciuta e che può essere identificata con l’espressione “predisposizione ad AMARE”.

Questa nostra attitudine all’amore è probabilmente la causa del loro grandissimo potere, un potere che noi gli riconosciamo e gli abbiamo riconosciuto dandogli la facoltà di sceglierci, di giudicarci e di guidarci (anche quando sapevamo benissimo da sole da che parte andare) ed è per questo che ancora molto spesso se ci facciamo belle è per loro, per piacere a loro ci mettiamo stupidamente in competizione tra di noi e per una supremazia ideale che non realizzeremo mai. Perché all’uomo manca questa spinta emozionale e totalizzante  ed è portato a scegliere la femmina in base alle sue esigenze del momento, ai suoi spazi del momento e alle sue possibilità del momento (la parola chiave qui  è “del momento”) ed è pronto a cambiarla con la stessa disinvoltura con cui si cambia le mutande. Nessuna vince niente e forse alcune di noi hanno capito questo ed hanno in un certo senso rinunciato a quell’obiettivo sensibile che le rendeva fragili, ossia all’idea dell’amore. Ma non hanno rinunciato all’amore.

Alcune di noi hanno semplicemente cambiato la rotta di questa spinta puntando  finalmente verso se stesse ed hanno capito che la propria realizzazione, che la realizzazione dei propri sogni, della propria creatività, dei propri progetti sono sufficienti ad una vita bella ed appagante. Gli uomini non sono scomparsi dalla vita di alcune di noi, ci sono, ci sono eccome, ma non hanno più l’importanza che avevano prima. Samantha Jones -volenti o nolenti- ci ha insegnato ad essere libere e a bastarci.
Quando ad alcune di noi piace un uomo – perché gli uomini ancora ci piacciono – ci sentiamo libere di sceglierlo, ci sentiamo libere di proporci senza restare, come la bella addormentata, con la testa appoggiata sul cuscino di seta ad aspettare quell’eventuale momento di un futuro imperfetto in cui il principe azzurro arriverà.

Perché alcune di noi sanno che il principe azzurro non arriverà… Ha forato ed è fermo in un punto imprecisato della Salerno- Reggio Calabria oppure si è fermato in un bar, ha sentito un odore di femmina prepotentemente disponibile e l’ha seguito dimenticandosi di dove doveva arrivare e di noi. Perciò non aspettàtelo, al suo posto arriverà  il suo paggio e non verrà per baciarvi ma per portarvi delle scuse inconcludenti a cui voi dovrete anche graziosamente credere, oppure quel che è peggio il principe arriverà, ma sarà sotto mentite spoglie, voi non lo riconoscerete e lo manderete a fasi un piercing.

Alcune di noi sono entrate talmente in parte da attuare in prima persona l’approccio. I social sono il nostro campo di battaglia navale quotidiano. Ovviamente non è una nostra idea, ma ci siamo perfettamente adeguate. E così in C7 creiamo storie che in M 9 spesso  disfiamo. Basta un semplice  controllo incrociato di dati fra tutti i Social Network e programmi vari di messaggistica e riusciamo a scoprire se l’uomo di turno sta o non sta effettivamente dormendo e ci ha o non ci ha effettivamente mollato una gran balla. E in un battito d’ali si scarta l’uno per passare ad un altro presumibilmente più meritevole e auspicabilmente più onesto. Siamo diventate volitive e sappiamo quello che vogliamo, sappiamo quando lo vogliamo e come lo vogliamo. E se ancora adesso veniamo prima soppesate e poi scelte dall’uomo per la forma del nostro culo e la misura della nostre tette, ora tocca anche a lui essere soppesato per le sue caratteristiche fisiche, come un branzino sul bancone del pesce. Certo, poverino, non dev’essere piacevole passare da giudice a giudicato. O magari, al contrario, trova la cosa rilassante, dopo tutte quelle noiose richieste d’amore.

Ma non posso fare a meno di chiedermi:  tutto questo non ci allontanerà dalla parte più pura e più bella di noi?  Da quella cosa di cui di noi donne dovremmo andare fiere  e cioè da quella capacità di amare incondizionatamente ?
Non vorrei che ad alcune di noi accadesse ciò che Carrie Bradshaw  dice di Samantha: “si era trasformata in un ibrido: l’ego di un uomo imprigionato nel corpo di una donna”.
Ma se succedesse questo, davvero il mondo non avrebbe più speranza.

Aiuto, Samantha Jones! Fatti scrivere un sequel in cui t’innamori e ridacci indietro qualche illusione.
Almeno, ad alcune di noi.

More from Samuela Cittadini

Parafrasando Jodorowsky

Mi piacciono le persone  dall’animo gentile, che sanno accostarsi alla vita degli...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *