Le vostre zone erronee

Vi voglio consigliare un libro; uno di quei libri che ad alcuni può cambiare la vita, mentre ad altri fa girare le “ventole”.

L’autore è Wayne W. Dyer, un esponente importante nel campo della crescita personale, psicologo e psicoterapeuta americano, scomparso un paio di anni fa. Ha scritto tantissimi libri che sono stati di aiuto a milioni di persone, e uno di questi è “Le vostre zone erronee”.

Il libro mostra, passo passo, quali sono (e quante sono!) le credenze che ci deviano costantemente dalla strada per la felicità. Le credenze sono tutti quei luoghi comuni che consideriamo veri perché fanno parte della così detta “saggezza popolare” o quei concetti ereditati dalla famiglia, dall’ambiente in sui siamo cresciuti o in cui viviamo, ecc.

Dyer esamina queste “illusioni” e le smonta una per una, mostrando che, “semplicemente” cambiando il modo di pensare alle cose, si può cambiare la propria vita. Ci mostra la “zona erronea” e ci spiega come cambiarla a nostro vantaggio.

Faccio qualche esempio prendendolo direttamente dal libro.

Il circolo vizioso dell’ “io sono fatto così”. Le etichette che ci sono state affibbiate o che ci siamo dati da soli, ci permettono di scansare la fatica e il rischio inerente al tentativo di cambiare. Così, se un giovane va a una festa convinto di essere timido, si comporterà alla festa come se tale fosse, e il suo comportamento rafforzerà ulteriormente l’immagine che ha di sé. E’ un circolo vizioso. Tutte le autoconnotazioni sono frasi fatte, apprese per evitare di impegnarti, se solo ti decidi, puoi imparare a fare e a essere ciò che vuoi.

Nella vita, le due emozioni più inutili sono il senso di colpa per ciò che è accaduto e l’inquietudine, l’ansia, per ciò che potrebbe accadere. Come non hai potere di cambiare il passato, così non puoi intervenire nel futuro, ma, intanto, butti via il presente. Sentirsi in colpa per quello che si è fatto o detto nel passato, o essere inquieti per qualcosa che non è ancora accaduto, sortiscono lo stesso effetto, essere paralizzati nel presente. 

Non esiste il fallimento. Non essere riusciti in qualcosa non significa fallire come persona; significa semplicemente non essere riusciti in una certa cosa in un dato momento.

La dipendenza psicologica implica un rapporto che non permette di scegliere: sei obbligato a essere quello che non vuoi essere, e ti risenti del modo in cui sei costretto a vivere. Solo se ti tratti come la persona più importante, e non ti sacrifichi sempre, insegnerai ai tuoi figli a credere in loro stessi.

La frase “se tu mi amassi” è un modo per manipolare l’altro: tattica particolarmente utile quando si vuole castigare il partner che si è comportato in un certo modo. Quasi l’amore dipendesse dal giusto comportamento…Ogni volta che una persona non corrisponde, si può ricorrere al senso di colpa per farlo tornare all’ovile. Deve sentirsi colpevole di non aver amato l’altro. Il senso di colpa serve per  indurre il partner a conformarsi alle esigenze e ai sistemi dell’altro. 

Di argomenti ne vengono toccati tanti, ma la cosa interessante è, come dicevo all’inizio, che vengono dati anche gli strumenti per liberarsi da vecchi schemi di pensiero. Leggere per verificare.

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