Diego

Quando mi hanno detto che Diego Dalla Palma  mi avrebbe rilasciato un’intervista, credo di aver fatto il più bel sorriso ebete che potessi.
Sono sempre stata affascinata da questo personaggio, non solo perché è un bell’uomo, ma perché mi ha sempre trasmesso l’idea di essere una persona profonda, benché il suo lavoro riguardi l’immagine.
Lui non lo sa, ma da quando abbiamo fatto colazione insieme (purtroppo in tavoli diversi, sigh) nello stesso albergo di Napoli, tanti anni fa, ho sempre “sentito” che prima o poi avrei avuto un “contatto” con lui… Sì, ok, non sono normale 🙂
Non credo abbia bisogno di presentazioni, ma forse non tutti sanno che Diego Dalla Palma è stato costumista e scenografo dei più importanti teatri della penisola, nonché della RAI, prima di diventare il più stimato Look Maker italiano.
Personaggio dalle tante sfaccettature, negli ultimi anni, grazie alla sua innata capacità di comprendere l’animo umano, si sta interessando maggiormente ai valori che sono alla base della vita, dedicandosi di più all’introspezione.
In questo periodo è impegnato con il programma Ciao Bellezza, in onda su Rete4 il sabato pomeriggio dalle ore 15.30.
Lo ringrazio qui per la sua disponibilità e per avermi dato la possibilità di pubblicare le foto scattate per lui da Marco Marrè Brunenghi www.marcomarre.it

 

Lei nasce come costumista e scenografo, successivamente diventa un guru del make up creando, a 28 anni, una sua linea di cosmetici. Che cosa l’ha spinta, in un certo momento, a scrivere libri intimi e introspettivi come “Accarezzami madre” o “A nudo”?  Ad un certo punto della mia vita ho sentito il bisogno di toccare questa tappa fondamentale per la mia esistenza e rievocare, ripercorrere alcune dolorose vicende del passato, partendo dalla mia infanzia. 

Ho avuto il desiderio di guardarmi dentro, di fare delle riflessioni e di essere sincero ad ogni costo, prima di tutto con me stesso e poi con il resto del mondo. Probabilmente, ero alla ricerca di una parte di me smarrita, dovevo fare un percorso “galvanizzante”, offrendo le mie esperienze ai lettori.

Che ruolo hanno avuto le donne, nel suo privato? Un ruolo fondamentale. A partire da mia madre con la quale ho avuto un legame intenso in cui si sono intrecciati il profondo affetto e i molti contrasti. Ho sempre avuto la certezza che le donne sappiano volare alto. Decisamente sono figure molto più stimolanti degli uomini.

Se pensa a com’era da bambino, di indole e carattere, e a com’è oggi, si vede radicalmente cambiato? Sì, per fortuna. Ero un bimbo un po’ impaurito e chiuso che ha trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza sui monti dell’Altopiano di Asiago, vivendo in modo semplice e che, tra fatiche e sacrifici, aveva come unico obiettivo quello di realizzare i suoi sogni.

Fin da quand’ero giovanissimo, ho sempre avvertito il desiderio di mettere in atto delle trasformazioni per come vedevo e consideravo io la bellezza. Non voglio sembrare presuntuoso ma il mio “concetto di bellezza” in senso lato, è sempre uscito dagli schemi canonici. Il mio trasferimento a Milano mi ha consentito di “lavorare” su ciò che mi piaceva maggiormente. Nella vita ho sempre percorso strade impervie, spesso controcorrente, e cercato di seguire il cuore vivendo con passione ogni evento che mi ha attraversato la vita. Tutti questi anni di “carriera” mi hanno regalato notorietà, soddisfazioni, gioie e anche qualche dolore. Sono un uomo appagato poiché ho dovuto lottare, ma ho raggiunto ciò che mi ero prefisso e che mi ha consentito di arrivare fin qui.

Che cosa scalda il suo cuore? Un sorriso, l’umanità, la natura…. Indubbiamente il sorriso. Sempre, anche se – purtroppo – ormai poche persone sorridono.

L’umanità?! Ecco, questo termine mi lascia profondamente sconcertato. Direi che sta lentamente scomparendo e i tragici atti, che viviamo tutti con quotidianità, sono la dimostrazione che l’aggressività, la violenza e la brutalità hanno preso il sopravvento.

La natura è mia grande alleata. Quando, per esempio, ho la possibilità di raggiungere i monti di Lambara, in Veneto, e di rilassarmi sdraiato sui prati o di fare lunghe camminate in mezzo ai boschi, mi carico di nuova vita. Ecco, questa è una delle ragioni per cui ho scelto di non vivere più a Milano, bensì tra il Veneto e la Sicilia. Quando sono in una di queste località preferite, mi immergo nella natura e ritrovo me stesso.

A che tipo di donna pensava, quando creava i suoi cosmetici? In realtà a nessuna donna. Semplicemente pensavo a qualcosa di artistico, legato alla mia vita, al cinema, al teatro, alla pittura, alla musica. Sono stato affascinato ed emozionato da immagini iconografiche e la mia sensibilità all’arte mi ha guidato.

Di quale, delle sue numerose creazioni, è più fiero? Senza ombra di dubbio della “diegodallapalma”. Nel corso degli anni, dopo che ho venduto il marchio, il livello, sia qualitativo sia comunicativo, è stato mantenuto molto alto; probabilmente, io stesso non avrei saputo fare meglio. Quindi sono grato ad AGGF che ha continuato ciò che io avevo iniziato negli anni Ottanta

Ci vuole regalare qualche consiglio di stile? Un tubino bianco e uno nero, una camicia bianca e un pantalone scuro, una spilla, un ombretto diverso, un nuovo taglio di capelli: sono piccoli particolari che possono fare la differenza perché – in fondo – lo stile nasce da semplici accorgimenti, da un tocco personale, e soprattutto dalla voglia di giocare con se stesse e con lo specchio. Ma, ciò che è più importante: non bisogna seguire la massa, rinunciare alla personalità, all’atipicità, all’essere uniche, all’uso dell’autoironia, all’eleganza dell’anima poiché solo questi percorsi consentono di coltivare l’intensità e conducono al fascino.

Oltre a ciò, nel beauty, non deve mai mancare un incandescente rossetto rosso e il mascara nero!

 

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4 Comments

  • Come te sono sempre stata affascinta da Diego Della Palma uomo di molto spessore. Io non avrò la tua fortuna ad incontrarlo ma seguo sempre le sue trasmissioni. L’articolo è molto bello e ti faccio i complimenti. Elisabetta

  • Ho sempre considerato Dalla Palma come un personaggio “televisivo” (avendolo sempre visto in TV), né più né meno, a volte interessante, più spesso meno, visto il mio poco interesse verso il suo mondo.
    Questa intervista mi ha fatto scoprire l’ “uomo”, e devo dire che è stato piacevole.
    Complimenti a lui e a Pat che ha colto anche i suoi lati più intimi.

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