La Luna e la Stella

Simona Ficosecco è la splendida insegnante di danza de La Luna Dance Center di Ancona, una scuola all’avanguardia nel panorama internazionale che vanta prestigiose collaborazioni.

Ci ha rilasciato un’intervista, secondo me, bellissima, e sono sicura che sarà fonte di ispirazione per molte di voi.

Eccola.

Ciao Simona! Se fossi una tua amica, cosa diresti di te?

Questa domanda è molto difficile per me. Ho un grande rispetto per l’amicizia ed essendo figlia unica ho sempre avuto delle buone amiche che sono rimaste tali fin dall’infanzia. Potrei dire che so ascoltare. Sono una grande ascoltatrice e non mi sono mai tirata indietro se un’amica/o si trova in difficoltà. A volte è solo importante ascoltare e comunque far sentire la propria presenza anche se la vita ci porta in direzioni diverse.

E Simona, cosa pensa di se stessa?

Sempre più difficile, parlare di me stessa non è affatto semplice. Sono una donna che, anche se non sembra, lotta ogni giorno con la propria timidezza e insicurezza. Sono molto curiosa e mi piace osservare il mondo che mi circonda. Imparo sempre qualcosa di nuovo da qualcosa o da qualcuno. Ho delle passioni e una di queste è appunto la danza, è stata fondamentale nella mia vita. Cerco di essere affidabile ed onesta e quando incontro persone che non lo sono ho difficoltà poi a recuperare i rapporti.

Cosa significa per te, esprimersi attraverso la danza?

La danza è la mia vita, ho iniziato a danzare all’età di sei anni così per gioco e poi in età adolescenziale ho capito che quest’arte era qualcosa di più che un semplice passatempo. La danza mi ha salvata, ha guidato tutta la mia esistenza, ha segnato il ritmo delle mie giornate. Credo che le passioni salvino la vita, sopratutto in un’era come la nostra così difficile e scarsa di ideali. La danza è stata il mio motore, potersi esprimere attraverso lei un privilegio enorme. Ogni essere umano dovrebbe provare la gioia e il senso di libertà che la danza ci regala. Perché non bisogna dimenticare che tutto intorno a noi danza ogni giorno, ogni minuto, la natura danza, le persone in fila alle poste danzano, perché la danza, il gesto è qualcosa che appartiene a tutti noi. Se si pensa alle tribù, ai riti o semplicemente ad un bambino appena nato, il suo modo di comunicare oltre al pianto è il movimento, poi ovvio la danza ha bisogno di tanta tecnica, di dedizione e disciplina, ma questo è un altro discorso. Esprimermi attraverso la danza è per me naturale, è la mia ispirazione; il mio lavoro con il teatro e la danza si ispira alla vita quotidiana, alle persone, ed è qualcosa che assomiglia molto alla vita reale. Nella mia visione della danza c’è poco spazio per l’estetica o per la finzione; si scava, si lavora sulla verità, su qualcosa che a volte è molto difficile portare in superficie, un processo delicato dove a volte è necessario perdersi per poi trovarsi.

Nella sfera privata, credi che il contributo che tu porti sia diverso da quello che avresti portato se non fossi stata una ballerina?

Io dico spesso che non sono stata io a scegliere la danza, ma lei che ha scelto me, nel senso che non ho mai avuto un’ambizione sfrenata o una voglia di successo. Ho sempre vissuto con la danza , è nelle mie vene, nel mio DNA e per questo non riesco a separare la donna dalla danzatrice nè ad immaginare come sarebbe stata la mia vita senza la danza.

Come riesci a far convivere la mamma con la donna di spettacolo?

Sono la mamma di due splendidi ragazzi di quindici e dieci anni. Sono i miei veri capolavori!!!! Per tornare alla domanda precedente, sono danzatrice anche quando sono mamma e sono mamma quando sono danzatrice. Non ho mai smesso di danzare neanche in gravidanza. Ho danzato fino al nono mese per entrambe le gestazioni. In gravidanza ho scoperto un nuovo modo di danzare, una coscienza diversa e un diverso utilizzo del peso, il corpo cambia molto…è stato bellissimo danzare con il pancione. I miei figli hanno vissuto la danza fin dalla loro nascita. Ora è un pochino più complicato perché le  loro esigenze sono cambiate, stanno crescendo e far combaciare casa, lavoro e figli è faticoso. Ho insegnato loro ad essere autonomi e pronti a viaggiare. Ho la grande fortuna di condividere il mio lavoro con mio marito Cristiano Marcelli, che è alla direzione della scuola, e così è tutto più semplice e più bello.

Quali esperienze hanno fatto i tuoi figli, grazie al tuo lavoro?

I miei figli hanno fatto esperienze incredibili grazie al mio lavoro. Hanno viaggiato, conosciuto artisti provenienti da tutto il mondo ed hanno una visione diversa della vita. Rocco, il figlio maggiore, il suo primo viaggio lo ha fatto a sei mesi perché eravamo a Parigi per uno spettacolo. Ricordo che cambiavo il pannolino in metropolitana e lo allattavo in teatro….una vita gitana…Pietro, per esempio, aveva quattro anni e per lavoro eravamo a Wuppertal in Germania e lui era molto frustrato perché nessuno parlava italiano. Un giorno, passeggiando, ad un certo punto disse a mio marito: “Senti papà? gli uccellini cantano in italiano”. Sono sempre circondati da persone diverse, culture diverse, religioni diverse, anche loro danzano e sono felice di ciò perché impegnano il loro tempo con ragazzi della loro età imparando disciplina e rispetto per il prossimo, crescere in un mondo sano, come nella scuola di danza, è la cosa migliore che posso sperare per il loro futuro.

Quali sono le doti, non solo fisiche, che un ballerino deve avere?

Dico spesso, ai miei studenti e ai miei danzatori, che per me il muscolo più importante è il cuore. Indubbiamente le doti fisiche sono fondamentali, ma il corpo ha una memoria e, con un duro e buon lavoro quotidiano, si modifica, si struttura; quello, invece, che secondo me è fondamentale, è la determinazione, l’umiltà e sentirsi sempre in parte un eterno studente. Si impara ogni giorno perché, per fortuna, la danza è in continua evoluzione e il danzatore deve essere cosciente di questo…la danza sopravviverà a tutti noi. Quando scelgo danzatori con cui lavorare, oltre alla tecnica, che è fondamentale, chiedo materiale umano, perché un danzatore deve saper danzare conoscendo perfettamente la tecnica ed applicarla ma senza mostrarla troppo. So che sembra un controsenso, ma è proprio questo che fa la differenza perché si parla di arte e l’arte è qualcosa che assomiglia al divino…la danza è un dono, una vocazione. Credo che un danzatore debba avere anche tanta forza e un buon equilibrio emotivo.

Come riconosci un talento?

Riconoscere un talento nell’immediato per me è impossibile. Nella mia esperienza da insegnante ho visto, grazie alla danza, metamorfosi indescrivibili e sorprendenti. Il talento è soggettivo; può capitare la ragazzina fisicamente dotata con grandi capacità fisiche e naturali che però non ha quel fuoco o, viceversa, quella meno dotata, ma con una passione enorme. E’ un lavoro delicato perché bisogna operare singolarmente su ognuno di loro. Trovare la chiave giusta, guidarli verso una direzione sana, perché la danza accende facilmente l’ego; noi ballerini lavoriamo tante ore davanti ad uno specchio, sul nostro corpo e ci sono delle volte che tutto ciò è difficile e frustrante. Provare e riprovare un passo, una sequenza, tenere il corpo elastico ed allenato non è semplice, per questo è necessario forza ed equilibrio. Quindi per me, il talento risiede nell’anima del danzatore ed in ciò che si riesce a costruire accettando anche i propri limiti e lavorare su di essi, superarli, avere un obiettivo, un progetto e perseverare.

“La Luna Dance” è anche un progetto? 

La Luna Dance Center è una realtà a cui ho dedicato gran parte della mia vita. E’ nata ad Ancona negli anni ottanta come palestra, dove si faceva anche danza, con il nome La Luna Ballerina. Lì è nato tutto- Hanno mosso i loro primi passi i pilastri della Break Dance, dell’Hip Hop che tuttora risiedono con grande orgoglio alla Luna. Poco dopo ho preso io la direzione ed ho fatto in modo che – anche se La Luna era una piccola stanza con due colonne in mezzo – diventasse un luogo solo per la danza ed ho fortemente voluto portare la danza contemporanea e il teatro danza nella mia città. Non è stato facile all’inizio. Come tutte le novità non hanno risposta immediata, ma posso dire – anche con una certa commozione- che oggi nel Collettivo LDT  e nello staff insegnanti, danzano con me le mie prime allieve; di strada ne abbiamo fatta tanta in tutti questi anni! Anche per questo La Luna è come una grande famiglia. La svolta enorme per La Luna è stato l’incontro con Cristiano Marcelli, mio marito. Lui ha visto qualcosa di unico e la sua visione e grande amore per la danza ha fatto crescere in modo esponenziale l’Associazione, facendo diventare La Luna un centro danza all’avanguardia nel panorama della danza internazionale. Attraverso una convenzione con il  Comune di Ancona, abbiamo realizzato uno spazio idoneo per le molteplici attività della scuola, ristrutturando parte del Panettone che da anni viveva un grave stato di degrado, accendendo anche un mutuo rischioso e faticoso da sostenere, ma ci abbiamo creduto fino in fondo.
La Luna oggi è un luogo unico, dove grazie alla direzione di Cristiano, accoglie studenti ed insegnanti da tutto il mondo. All’interno della Luna, che a noi piace chiamare “La casa della danza”,risiedono molti progetti e molte attività.
I progetti più significativi sono LDT (un collettivo di persone che lavorano insieme da oltre 20 anni con le quali ho portato i miei lavori per tutto il Paese e anche all’estero), poi per i più giovani, il Luna Modern Project diretto da Chiara Cingolani; Luna Contemporary Jazz Project curato da Dèsirèe Storani e Groovin Brothers diretto da Paolo Swift Carbonetti e tutto l’Hip Hop sostenuto da Simone Stritti Micozzi e tutti gli altri insegnanti che lavorano ogni giorno con i ragazzi, portando nelle sale tecnica e cultura. Operare in un quartiere difficile e un po’ dimenticato come Passo Varano ci ha dato una motivazione in più. Portare vita in un quartiere a rischio, valorizzare il territorio. Il grande scopo della Luna è aprire le porte, dare sostegno attraverso l’arte. Abbiamo quindi fatto convenzioni, offrendo corsi gratuiti per ragazzi con famiglie disagiate e con problemi attraverso i servizi sociali e dato uno spazio all’Associazione Musica…mente che opera con ragazzi diversamente abili.
La Luna ospita anche residenze artistiche, proprio in questi giorni il collettivo LDT è impegnato in una creazione con il coreografo Damiano Bigi del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch che presto debutterà in teatro.
Nel frattempo il livello degli studenti è salito perché, grazie al continuo lavoro della direzione mia e di Cristiano, sono nate delle collaborazioni internazionali come appunto il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, una delle compagnie più prestigiose al mondo. Ogni mese ospitiamo un coreografo della compagnia tedesca che lavora con i nostri ragazzi e con gli insegnanti residenti per far si che il livello tecnico sia sempre più alto. Esiste anche un programma che si chiama Full-time dove i ragazzi scelgono di dedicarsi alla danza tutti i giorni della settimana.
Collaboriamo con artisti provenienti dagli Stati Uniti, Germania, Belgio Olanda, Francia e questo ci rende orgogliosi e sempre pronti a migliorare. In estate organizziamo un Festival (siamo alla nona edizione) che prevede un Campus di danza di due settimane, la prima interamente dedicata alla Modern Dance di stampo americano, Hip Hop e ovviamente  Danza Classica, mentre la seconda prettamente Danza Europea da Wuppertal e da Essen. Grazie al Festival, ogni anno portiamo ad Ancona numerosi studenti da tutto il mondo incentivando la cultura e il turismo nella nostra città.
E’ un lavoro bellissimo, ma anche faticoso sopratutto per una città come Ancona che, nonostante negli ultimi anni abbia fatto un grande salto, a volte ci resta un pò stretta. Abbiamo un supporto dal Comune che dopo tanti anni di lavoro ha riconosciuto nella Luna un’eccellenza della città. La nostra grande sfida è far diventare Ancona la capitale della danza. Il Festival si chiama Conero Dance Festival e all’interno contiene WuppertANz (la danza di Wuppertal ad Ancona) presentando grandi coreografi con i loro spettacoli nei teatri della città. WuppertANz ha visto il suo debutto la scorsa estate al Teatro Panettone con cui abbiamo una preziosa e duratura collaborazione, con Teatro Recremisi e con Massimo Duranti.
Promuoviamo anche una Rassegna completamente gratuita, sempre al Teatro Panettone, per le scuole, offrendo numerose borse di studio per il Festival. Quest’anno sarà il 13 maggio alle ore 19.00. Un’occasione importante per tutte le scuole del territorio che possono avere uno spazio in più per far apprezzare al pubblico il proprio lavoro.
Il Conero Dance Festival si svolgerà dal 3 al 15 luglio e come ogni anno porteremo la danza con diverse performance nelle location più suggestive della città offrendo occasione a molti stranieri di conoscere ed apprezzare Ancona.
Le cose da dire sono tantissime, invito a visitare il nostro sito dove si possono leggere tutte le attività e novità della Luna e del Festival
Che messaggio vuoi far passare attraverso la tua arte?
E’ chiaro che la danza ha segnato profondamente la mia esistenza e, insieme alla mia famiglia e agli affetti più cari, ha assorbito ogni mio momento.
L’arte è importante nella vita di ogni essere umano, in tutte le sue forme. Mi sento privilegiata di poter vivere di danza, di trasmettere ogni giorno la passione per la danza a nuove generazioni e crescere con loro.
Ho toccato molti temi sociali attraverso il mio modo di fare teatro danza, per esempio, un altro progetto che sto portando avanti con molto orgoglio è un corso di teatro-danza per persone adulte con nessuna esperienza alle spalle, ma con una grande passione, e con queste splendide persone stiamo lavorando sul ricordo di tutti gli omicidi di mafia, camorra e ndrangheta. Con il collettivo LDT,  ho portato in scena la violenza sulle donne, i problemi di salute mentale, la tragedia dell’Olocausto per la comunità Ebraica di Bologna alla Rassegna Treni Verticali con la direzione artistica di Fiorenza d’Alessandro. Ho portato in scena uno spaccato della nostra Italia a New York City, grazie alla collaborazione con il coreografo Ryan Daniel Beck, insegnante storico del Festival, dove per lo più il pubblico era di Little Italy. E’ stato molto bello e commovente..Riuscire a parlare dei temi di attualità con la danza ed il teatro è molto difficile, ma meraviglioso. Il messaggio più importante che vorrei lasciare è rivolto alle giovanissime che, sempre più spesso, pensano che per essere una ballerina bisogna essere magra, prendendo come esempio modelli distorti che spesso la società ci porta a volere. La danza deve essere sana, deve aiutare, integrare e creare bellezza. Se una ragazza è troppo magra io la invito a prendere peso…è una cosa a cui faccio molta attenzione, la danza può aiutare molto e quando si cresce con disciplina e amore verso quest’arte, si sa che c’è poco spazio per altre pericolose distrazioni. Ripeto, per me le passioni salvano la vita!!!!!
Chiudo questa piacevole intervista citando una frase di Rudolf Nureyev. “Ogni uomo dovrebbe danzare per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare!”
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