Fiorella…ed Eleonora

Lo scorso anno ho conosciuto una giovane e bella donna, Eleonora Giacomini, proprietaria dello Chalet BeBeach di Civitanova Marche.

Parlando con lei ho scoperto di avere davanti una donna – sotto certi aspetti simile a me – instancabile e poliedrica. Scoprendo quello che fa e i suoi interessi, mi è venuta voglia di intervistarla perché credo possa aiutare altre donne a trovare ispirazione per diventare indipendenti.

Eleonora è sposata e mamma di un bellissimo bambino, Giorgio Santiago.

Dopo gli studi liceali, si inserisce subito nel mondo del lavoro come parrucchiera. Ha un grande maestro, fondatore di un importante franchising di parrucchieri, dal quale apprende la metodologia dell’organizzazione lavorativa.

Apre un salone e diventa formatrice, insegnando le tecniche ad altri parrucchieri e dopo 10 anni vende l’attività, quando nasce Giorgio Santiago; ma una donna dinamica, piena di voglia di fare, non può restare a lungo inattiva.  Dall’incontro con Luca Paolorossi, personaggio di indiscussa creatività, nasce il progetto della borsa “Fiorella” e inizia così un nuovo percorso lavorativo.

 

Eleonora, quando ti sei resa conto di avere un talento manageriale?

Il primo ad intuirlo in me è stato il mio “maestro” Io me ne sono resa conto a 23 anni, quando ho deciso di aprire un mio negozio di parrucchieria. La gestione del negozio e del personale hanno rivelato a me stessa le mie capacità manageriali. Devo anche riconoscere che lo studio del latino, che al liceo non amavo in modo particolare, mi ha però dato una forma mentis improntata alla logica, quindi l’ho rivalutato. 

Come vivi il tuo “istinto” a realizzarti nel lavoro e ad essere, al contempo, moglie e madre?

In completo disaccordo. In realtà sono tradizionalista e credo nella famiglia, ma questo non significa che la donna debba annullarsi. Per me è importantissimo che la donna abbia una indipendenza economica, non tanto per avere beni materiali, quanto piuttosto per la soddisfazione di aver costruito qualcosa.

Secondo te, una donna che vuole realizzarsi nel lavoro, deve necessariamente fare una scelta di indipendenza affettiva?

Vorrei poter dire di no. Purtroppo penso che invece sia difficile nel momento in cui si hanno vicino persone che non lo capiscono e spesso ci si ritrova a dover scegliere tra affetti e carriera. Ma non voglio rassegnarmi , voglio continuare a pensare che ci sia un modo per far convivere le due cose.

Sei una donna eclettica dal punto di vista lavorativo. Quali delle tue attività ti sta dando o ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Oltre a “Fiorella” che per me significa avere un grande riconoscimento del mio lavoro, il lavoro al BeBeach mi fa sentire nella mia dimensione più consona perché è un connubio di tutto quello che so fare. Mi sento sicura. Qui ho la possibilità di coniugare la mia capacità di gestire il personale con la  capacità di relazionarmi coi clienti, la mia passione per il cibo con quella per il vino. 

 

Come nasce il progetto della borsa “Fiorella”?

Metti una sera a cena con Luca Paolorossi…

Sfogliando una rivista degli anni 50, Luca nota una Doggybag indissata da Brigitte Bardot e ne trae ispirazione. Pensa al periodo quando in Italia nascono i primi gruppi femministi e le donne iniziano ad uscire di casa da sole, prendevano un quadrato di canapone verde (usato per il gioco delle carte) con 4 anelli negli angoli facendo passare in mezzo una corda, stringevano e la borsa da polso era fatta! Piccola ma sufficiente a contenere un mazzo di carte, le sigarette e poco altro. Su questa base nasce Fiorella, una borsa particolarissima, chic e personalizzabile. Completamente artigianale, non esistono più di 20 pezzi uguali per ogni modello.

 

Hai un ruolo anche nella realizzazione manuale delle borse Fiorella?

In realtà, dal punto di vista manuale, mi limito a cucire i piccoli dettagli e approfitto di questa intervista per ringraziare pubblicamente Stefano Galandrini che, essendo il modellista, cerca di sposare il mio gusto e le mie ricerche  con le esigenze tecniche del prodotto.

Per quale pubblico è nata Fiorella?

Per le donne manager, ma anche per le casalinghe che desiderano un vezzo per sentirsi appagate. In linea di massima è per tutte quelle donne che hanno voglia di distinguersi e sono stanche delle borse a marchio “di massa”.

 

 

 

Quali sono i nuovi progetti per Fiorella?

Stiamo lavorando alla nuova collezione  BOND 18, una capsule limited Editition molto rock che abbiamo presentato ad un importante evento in beneficenza per Telethon. L’altro progetto è che il BeBeach diventerà il Club Fiorella nel quale si terranno eventi, aperitivi a bordo piscina e a tutte le signore che si presenteranno con u

na Fiorella verrà riconosciuto uno sconto del 20% su quello che faremo al Club.

 

Tu fai parte degli Artigiani di Marca. Ci puoi dire, in poche parole, di cosa si tratta?

Questo gruppo è stato fortemente voluto da Luca Paolorossi che ha un grande amore per il made in Marche. Luca crede molto nel lavoro di gruppo. Lo scopo di Artigiani di Marca è quello di far conoscere le eccellenze artigianali delle Marche, fuori Regione, divulgare la nostra passione per il made in Marche

 

C’è qualcosa che vorresti dire alle altre donne e che non hai mai avuto occasione di dire prima?

Certamente sì. La donna è poliedrica, multi-tasking e non deve permettere né agli affetti né alla società di svalutare la sua figura. Dobbiamo imparare a vivere la nostra vita e non quella che gli altri decidono per noi.

 

Le borse Fiorella possono essere personalizzate; date un’occhiata qua http://www.lamiafiorella.it

 

 

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